Basta sprecare! Un workshop per combattere gli sprechi alimentari

Ogni italiano, dai neonati ai più anziani, tutte le mattine quando si alza ha già in programma di buttare quasi 50 centesimi di euro di alimenti. A tanto ammonta lo spreco alimentare tra le mura domestiche: 8,7 miliardi all’anno (Waste Watcher 2013). Ossia, lo 0,5% del Pil, quei soldi che tanto ci servirebbero per ridurre il cuneo fiscale. E per farsi un’idea ancora più chiara, in una città come Roma ogni anno si buttano nell’immondizia l’equivalente di 387 milioni di euro di alimenti, 185 a Milano e 140 a Napoli. Proprio per combattere lo spreco alimentare, per fare informazione, cultura e passare all’azione, Manageritalia e Manager@eat organizzano sabato 30 novembre presso il Tempio di Adriano a Roma (9,15-13,00) l’incontro “QB - Un principio etico contro lo spreco alimentare”. Il workshop prevede la presenza di istituzioni ed esperti che si confronteranno sul problema e sulle sue soluzioni e tra i relatori ci saranno: Salvatore Caronna (Deputato del Parlamento Europeo, titolare Commissione Sviluppo regionale e membro supplente Commissione Agricoltura), Catherine Dickehage (direttore World Food Programme Italia) e Marta Leonori (Assessore Roma Produttiva con deleghe al Commercio e Turismo). Tra questi anche lo chef e Presidente del Circolo dei Buongustai, Fabio Campoli che spiegherà come poter evitare con utili consigli lo spreco in cucina da quello alimentare, al consumo di acqua o di energia e proponendo poi una serie di tecniche di riciclo per gli alimenti. Testimone di una Cucina Consapevole e Sostenibile, che guarda al rispetto dell’ambiente e anche degli alimenti e dell’economia. Presentata anche un’indagine, curata da Osservatorio Socialis e AstraRicerche, sui dirigenti privati italiani in merito agli sprechi alimentari in azienda e in casa, da cui emerge un atteggiamento che, oltre all’indispensabile impegno dei singoli, evidenzia la volontà di impegnarsi in prima persona, oltre che come cittadini, come manager e quindi responsabili d’impresa. Infatti, dicono che per arrivare a un consumo sostenibile e capace di evitare sprechi le imprese devono attuare politiche commerciali volte a favorirlo, le istituzioni devono educare i cittadini e i consumatori.